Patologie

Tunnel carpale

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2018

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È un canale piuttosto stretto che si trova tra il polso e la mano. Al suo interno passano i tendini di ben 9 muscoli, oltre ad un nervo chiamato nervo mediano.

È caratterizzato da uno spazio vuoto dovuto all’anatomia delle ossa del carpo, che si uniscono al legamento trasverso del carpo.

La sindrome del tunnel carpale

La compressione ripetuta del tunnel carpale comporta un’infiammazione riconosciuta come sindrome del tunnel carpale (che puoi trovare indicata anche come “sdr tunnel carpale”).

I sintomi

La sindrome del tunnel carpale si manifesta con dolore, intorpidimento e formicolio. Tipicamente vengono interessati il polso e le dita della mano destra, ma in alcuni casi anche della sinistra (soprattutto per chi è mancino).

La sensazione percepita è quella di avere le dita delle mani addormentate o quella di formicolio alle prime quattro dita, dal pollice all’anulare. Inoltre, è comune avere anche il palmo della mano intorpidito.

Nei casi più gravi il dolore alla mano è più forte e si può arrivare a provare forte bruciore.

Le cause

Le cause della sindrome di tunnel carpale possono essere varie.

Le donne in gravidanza vengono spesso colpite da questo disturbo a partire dal terzo mese. Ciò avviene a causa dei cambiamenti ormonali che provocano ritenzione idrica e gonfiore. Quest’ultimo riduce lo spazio all’interno del tunnel carpale, provocando la sofferenza del nervo mediano.

L’ereditarietà è un’altra condizione che porta al manifestarsi della sindrome. Le dimensioni ridotte del canale possono essere dovute ad una caratteristica genetica.

Un altro fattore scatenante è dato dall’aumento di peso. Infatti, il conseguente accumulo di grasso all’interno del polso provoca la compressione del nervo.

Anche la conformazione anatomica può contribuire allo sviluppo della patologia. Le persone con un polso più stretto sembrerebbero avere più probabilità di essere colpite, anche se non vi è ancora l’assoluta certezza.

Alcune patologie, poi, favoriscono il manifestarsi dell’infiammazione:

  • Il diabete: secondo alcuni studi clinici il diabete predice la sindrome del tunnel carpale, ma ancora non è chiaro il meccanismo che collega le due patologie.
  • L’artrite reumatoide: talvolta si manifesta in un primo momento proprio con la sindrome del tunnel carpale.
  • La gotta: è una malattia infiammatoria dovuta al deposito di cristalli di acido urico.
  • L’obesità: in questo caso l’eccesso di grasso può comprimere le fasce nervose e tendinee.
  • La ritenzione idrica cronica e l’insufficienza renale: entrambe comportano che i liquidi si accumulino in alcune zone del corpo, tra cui mani e polsi.
  • L’ipotiroidismo: tra le complicanze di questa condizione vi è anche la sindrome del tunnel carpale e del tunnel tarsale.

Infine, alcune attività lavorative come l’utilizzo quotidiano del computer e del mouse favoriscono sicuramente la comparsa di questa patologia.

La diagnosi

Per la diagnosi della sindrome del tunnel carpale bisogna rivolgersi a medici specialisti come un ortopedico o un neurochirurgo.

Normalmente la diagnosi prevede lo svolgimento di un esame obiettivo e una valutazione della storia clinica e delle abitudini del paziente.

In alcuni casi, però, si utilizza l’elettromiografia, un esame che, nel caso del tunnel carpale, prevede l’inserimento di un piccolo ago-elettrodo all’interno del muscolo.

Lo scopo dell’elettromiografia è quello di valutare lo stato di salute del muscolo e quello delle cellule che lo controllano, misurandone l’attività elettrica.

Altri test più specifici sono:

  • Il test di Tinel, durante il quale il medico esercita una leggera pressione sul polso del paziente per verificare eventuali formicolii.
  • Il test di Phalen, detto anche test della flessione del polso, in cui il paziente deve appoggiare le mani l’una sull’altra dal lato dei dorsi e con le dita rivolte verso il basso. Anche in questo caso lo scopo è quello di verificare eventuali formicolii.

Se dall’esame obiettivo si teme che vi sia una frattura al polso o una patologia degenerativa che colpisce le articolazioni, allora è il caso di effettuare un esame radiologico.

Allo stesso modo, se il paziente la sindrome può essere stata causata da patologie non diagnosticate come il diabete, l’ipotiroidismo, la gotta o l’artrite reumatoide, di norma vengono prescritti degli esami del sangue.

Le terapie

Le cure e i rimedi per la sindrome del tunnel carpale dipendono dalla durata e dall’intensità dei sintomi.

Nei prossimi paragrafi esamineremo le diverse terapie, da quelle meno invasive a quelle più invasive.

I rimedi naturali

Solitamente, i rimedi naturali prevedono:

  • La semplice applicazione di ghiaccio, in particolare quando la zona del polso è infiammata.
  • L’esecuzione di esercizi appositi per il tunnel carpale, come esercizi di stretching o di rafforzamento del polso.

Tuttavia, questi esercizi vanno sempre eseguiti sotto la supervisione di un medico specialista, come un fisioterapista o un medico del lavoro.

Quando non è possibile guarire utilizzando dei semplici rimedi naturali, ci si affida a terapie più specifiche.

La terapia conservativa

La terapia conservativa prevede l’applicazione di un tutore al polso e la somministrazione di farmaci antinfiammatori principalmente a base di corticosteroidi. Questi farmaci vengono assunti per via orale o iniettati direttamente nel polso.

In alcuni casi, però, i farmaci neurotrofici sono preferibili alle dosi di cortisone.

Il trattamento tende ad essere conservativo soprattutto nella donna in gravidanza e nei pazienti particolarmente giovani.

Purtroppo, non sempre è sufficiente per guarire dalla patologia.

Interventi al tunnel carpale

Quando i sintomi sono troppo intensi e presenti da almeno 6 mesi è consigliabile sottoporsi ad un’operazione al tunnel carpale.

L’intervento prevede che venga tagliata la fascia di tessuti intorno al polso. In questo modo si va a ridurre la compressione sul nervo mediano.

I medici possono decidere di eseguire due tipi di intervento diversi:

  • Un intervento di neurolisi, nel quale i medici praticano un’unica incisione nel polso di circa 5 cm.
  • Un intervento endoscopico, che prevede due incisioni di poco più di 1 cm sul polso e sul palmo della mano.

Di norma, entrambe le operazioni vengono effettuate in anestesia locale, ma la chirurgia endoscopica permette una riabilitazione più rapida.

Subito dopo l’intervento, il paziente entra nella fase di convalescenza. Inizialmente deve mantenere il polso bendato per alcuni giorni. Poi si consiglia di iniziare ad eseguire degli esercizi di riabilitazione utilizzando un tutore o una polsiera per il tunnel carpale.

La prevenzione

Come accennato in precedenza, questa sindrome può essere collegata ad alcune attività svolte quotidianamente sul luogo di lavoro.

Per questo è possibile prendere alcuni accorgimenti per prevenirla, come ad esempio praticare esercizi di stretching e fare delle pause durante i lavori manuali.

Inoltre, è consigliabile fare sempre attenzione sia alla postura del proprio corpo, sia alla posizione del polso.

La prevenzione è dunque molto importante perché può evitare di dover essere sottoposti ad un intervento in futuro.

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Forse in questo momento qualcuno di loro sta soffrendo di questa patologia e potrebbe trovarlo particolarmente utile!

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