Patologie

Lombalgia

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2018

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La lombalgia viene comunemente chiamata mal di schiena. Indica un dolore che interessa le ossa e i muscoli della schiena, più precisamente quelli della zona lombare.

Esistono due tipi di mal di schiena:

  • La lombalgia acuta è dovuta ad un movimento brusco, uno sforzo o una lesione muscolare. Ha una durata di massimo 4 settimane. Questa forma acuta di mal di schiena che colpisce la zona lombare è anche conosciuta come “colpo della strega”.
  • Si definisce invece lombalgia cronica quando i dolori alla schiena si prolungano per almeno 3 mesi senza interruzioni.

Le cause

Le cause del mal di schiena possono essere tante e molto diverse tra loro. La maggior parte sono correlate ad una postura scorretta e a movimenti azzardati che provocano stiramenti, contratture o distorsioni muscolari.

Per questo motivo, gli impiegati che rimangono per ore davanti al computer, i lavoratori che devono sollevare pesi e gli sportivi sono tutti soggetti a rischio.

Altre cause possono essere collegate ad una forma fisica scadente. È il caso delle persone in sovrappeso e quelle che conducono una vita sedentaria. Anche lo stress e il fumo vengono considerati fattori di rischio.

Nelle donne è piuttosto normale soffrire di mal di schiena in gravidanza. Tra le cause principali vi sono:

  • Laumento di peso, in particolare nei mesi che precedono il parto.
  • L’arrivo del ciclo mestruale e la sindrome premestruale.
  • L’osteoporosi, che è una patologia caratterizzata da una riduzione della densità ossea.
  • Lendometriosi, cioè la crescita di un tessuto simile al rivestimento dell’utero dove non dovrebbe crescere.
  • La presenza di cisti ovariche, che provocano dolore al livello della schiena e delle cosce.
  • La malattia infiammatoria pelvica.
  • L’utero retroverso.
  • I fibromi uterini, che gonfiandosi dal retro dell’utero esercitano una pressione sui nervi spinali.
  • La trombosi della vena ovarica.
  • Le neoplasie maligne dell’apparato riproduttivo.

Infine, un’altra causa di mal di schiena abbastanza comune è la sciatalgia, cioè l’infiammazione del nervo sciatico.

I sintomi

Non è del tutto corretto parlare di sintomi della lombalgia, dal momento che la lombalgia stessa è un sintomo e non una patologia.

La maggior parte delle persone identificano la lombalgia come un mal di schiena lombare generico, ovvero un dolore nella zona più bassa della schiena. Capita anche che le persone che soffrono di dolore dietro la schiena confondano il mal di schiena con il mal di reni. Quest’ultimo, però, si manifesta con dolore ai fianchi o nella zona lombare, arrivando fino al basso ventre.

In realtà, la lombalgia può essere classificata in base al tipo di dolore percepito, che può essere acuto o cronico.

Dolore acuto

Il dolore acuto alla schiena, localizzato e non esteso alle gambe, è quasi sempre causato da una distorsione o da uno strappo muscolare.

Di norma, si manifesta entro 24 ore dal sollevamento di pesi o dall’esecuzione di movimenti della schiena scorretti.

Dolore cronico

Se il dolore persiste per molte settimane, si può parlare di lombalgia cronica.

A differenza della lombalgia acuta, le cause di un dolore cronico possono essere varie.

Le più comuni sono l’obesità, la gravidanza e lassunzione di una postura scorretta durante il giorno, soprattutto sul luogo di lavoro. Negli adulti un’altra causa molto comune è la presenza di unernia al disco.

Nella minoranza dei casi, la lombalgia cronica può essere causata da una forma di artrite o da un tumore che si è diffuso fino alla spina dorsale partendo da altri organi (come i polmoni o la prostata).

Al contrario della lombalgia acuta, in cui il dolore si allevia con il riposo, il dolore di tipo cronico viene percepito più forte quando si è seduti o distesi.

Localizzazione del dolore

È importante distinguere quando il sintomo è localizzato nella zona dorsale della schiena o in quella lombare.

Infatti, il dolore dorsale interessa la zona tra la colonna vertebrale e le scapole ma non la parte più bassa della schiena.

Può essere dovuto ad una postura scorretta, a lesioni dei dischi vertebrali o patologie come la pleurite o lo pneumotorace. Nei casi cronici altre cause possono essere la scoliosi, l’osteoporosi e l’artrosi della colonna vertebrale.

La diagnosi

Effettuare una diagnosi di lombalgia può rivelarsi molto complicato.

Inizialmente ci si può rivolgere al proprio medico di base, invece che ad uno specialista. Questo perché conoscere la storia clinica del paziente è molto importante.

Per prima cosa, il medico localizza il dolore e ne valuta le caratteristiche. Successivamente può stabilire se è da ricondurre a patologie legate ad altri organi o ad episodi pregressi di diabete, calcoli renali o soffio al cuore.

Il medico si occupa anche di effettuare dei piccoli test fisici per valutare o escludere la necessità di un intervento chirurgico.

In caso di possibili infezioni, infiammazioni, tumori, malattie pelviche o addominali e fratture, il medico prescrive l’esecuzione di un esame radiologico ai raggi X. Non è detto, però, che se emerge qualcosa sia la causa della lombalgia. Per questo è sempre fondamentale considerare la storia clinica del paziente.

Una volta individuata la causa del mal di schiena, il medico può indirizzare il paziente da uno specialista. Normalmente questi può essere un fisioterapista, un ortopedico o un neurologo. Ma anche un chirurgo, nel caso in cui bisogna valutare la necessità di un intervento. Inoltre, non bisogna scordare che il mal di schiena può essere collegato ad un problema ai denti (per esempio nel caso di malocclusione dentale).

Le terapie

I rimedi da prendere in considerazione sono tanti e dipendono dal tipo di lombalgia. Anche in questo caso, la differenza principale è tra lombalgia acuta e cronica.

Tutti i trattamenti terapeutici hanno come obiettivo quello di alleviare i sintomi nel paziente o prevenire possibili interferenze con il processo di guarigione. Nessun trattamento può velocizzare la guarigione del paziente.

I rimedi contro il mal di schiena acuto prevedono l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (come l’ibuprofene o l’aspirina) o l’applicazione di impacchi caldi o freddi.

Anche nel caso di lombalgia cronica è prevista la prescrizione di farmaci antinfiammatori non steroidei, ma con alcune accortezze. Questi farmaci sono infatti sconsigliati ai pazienti che soffrono di ipertensione, ulcere allo stomaco e problemi ai reni.

Le cure nel caso di dolore cronico prevedono anche la fisioterapia ed esercizi per il mal di schiena.

Quando occorre, è inoltre consigliato smettere di fumare e perdere peso.

Solo nel caso in cui la terapia conservativa non porti ad alcun risultato viene preso in considerazione l’intervento chirurgico.

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, durante il periodo di recupero è necessario sforzarsi di tornare rapidamente a svolgere le mansioni lavorative e domestiche per tornare ad una vita regolare. Anche il riposo a letto va ridotto e bisogna invece abituare ed educare il corpo ad una postura corretta durante la giornata.

Prevenzione e mantenimento

Gli esercizi per il mal di schiena non sono utili solo come terapia, ma anche nella prevenzione del mal di schiena.

Quindi se credi che le attività che svolgi quotidianamente al lavoro o quando fai sport possano portarti ad avere conseguenze spiacevoli, ecco quali esercizi puoi eseguire:

  • La posizione antalgica, che consente il rilassamento del muscolo Ileo-Psoas e riduce il suo frazionamento sulle vertebre lombari.
  • La posizione della sfinge, adatta per chi soffre di ernia o protusione discale.

Sicuramente tante persone che conosci soffrono di mal di schiena. Se ritieni utile questo articolo, che ne dici di condividerlo con loro?

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