Patologie

Cefalea

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2019

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La cefalea è un dolore localizzato all’interno del capo o nella zona superiore del collo e non è altro che il termine medico utilizzato per indicare il comune mal di testa.

È possibile individuare tre categorie:

  • Cefalee primarie
  • Cefalee secondarie: sono praticamente i sintomi di altre patologie
  • Nevralgie craniche, dolori facciali e altre cefalee: sono dolori che si manifestano in seguito all’infiammazione dei nervi cranici o cervicali

Le cefalee primarie sono delle malattie di cui non è sempre possibile stabilire la causa scatenante, anche perché spesso non ce n’è solo una.

Molte volte sono la conseguenza di una predisposizione genetica associata a fattori scatenanti e cause interne all’organismo.

Quasi sempre sono legate ad uno stile di vita non equilibrato, a reazioni ormonali o a fattori ambientali.

Le cefalee primarie sono il tipo di mal di testa più comune.

Tra queste le più famose sono la cefalea tensiva, l’emicrania e la cefalea a grappoli.

La cefalea tensiva, conosciuta in passato anche come cefalea muscolo tensiva, è in assoluto la forma di mal di testa più diffusa.

In questo caso il mal di testa si origina nella zona della nuca o delle tempie e della fronte.

Si manifesta come un dolore persistente alla nuca in seguito alla contrazione continua e involontaria dei muscoli del collo e delle spalle.

Nelle forme più lievi è solitamente legata a situazioni di stress, ansia o depressione, ma colpisce spesso anche persone che mantengono una postura scorretta quando sono sedute.

Inoltre, è stato rilevato che interessa nella maggioranza dei casi le donne.

In base al numero di episodi, si può classificare questo tipo di cefalea come infrequente (meno di 1 crisi al mese), frequente, oppure cronica (più di 15 giorni al mese).

Ma anche la durata di ogni crisi è molto variabile e può durare ore, giorni, o anche mesi e anni nel caso di cefalea tensiva cronica.

Un’altra forma molto diffusa tra le cefalee primarie è l’emicrania, conosciuta anche come cefalea vasomotoria.

Colpisce in particolare le donne ma in alcuni casi anche i bambini.

Il dolore è più intenso rispetto ai casi di cefalea tensiva e si manifesta in maniera ricorrente con una frequenza che varia da individuo a individuo.

Le cause sono ancora sconosciute, ma tra i fattori di rischio possiamo elencare gli squilibri ormonali, alcuni alimenti come i formaggi e il cioccolato, cause ambientali, fumo, alcol e la mancanza di sonno.

Tra i sintomi di questo tipo di mal di testa sono stati individuati nausea, vomito, fotofobia, fonofobia e osmofobia (cioè, rispettivamente, sensibilità alla luce, ai suoni e agli odori).

La cefalea a grappolo (talvolta conosciuta come emicrania a grappolo) è invece la cefalea più grave ma meno diffusa.

È una cefalea trafittiva che si manifesta con un dolore intenso e lancinante su un unico lato della testa, con attacchi frequenti e ravvicinati.

A differenza dell’emicrania, la cefalea a grappolo non porta con sé episodi di nausea e vomito ma altri sintomi come lacrimazione, abbassamento della palpebra, rinorrea e congestionamento nasale.

Quindi è normale che il mal di testa possa essere accompagnato da un fastidio agli occhi.

Al contrario delle altre forme di cefalea che colpiscono prevalentemente le donne, la cefalea a grappolo interessa principalmente uomini e fumatori.

Anche in questo caso le cause non sono chiare, ma alcuni fattori di rischio sono il jet lag, lo stress, le alterazioni dei ritmi del sonno, il fumo e l’abuso di bevande alcoliche.

Un’altra forma di cefalea è quella oftalmica.

La sua caratteristica principale è quella di essere accompagnata da problemi alla vista e di tipo neurologico.

È stato osservato, inoltre, che questa malattia è favorita dalla presenza di difetti della vista come la miopia o l’astigmatismo e che le persone più colpite sono le donne entro i 40 anni.

Nei prossimi paragrafi vedremo più nel dettaglio le cause e i sintomi della cefalea oftalmica.

Un tipo di cefalea più rara è quella trafittiva, caratterizzata da dolore diffuso e da una breve durata.

I sintomi

Vediamo ora i sintomi della cefalea, distinguendo tra le sue diverse forme.

I sintomi della cefalea muscolo tensiva si manifestano con un dolore lieve o moderato ma persistente.

Questo tipo mal di testa continuo si origina nella regione frontale o in quella occipitale, ovvero quella della nuca, e si estende in seguito a tutta la testa.

Il mal di testa forte è, al contrario, uno dei sintomi dellemicrania.

Questa è caratterizzata da attacchi di mal di testa ricorrenti e in alcuni casi frequenti, fino a presentarsi quasi tutti i giorni.

Questi continui mal di testa possono essere accompagnati da nausea e vomito, oltre che da fotofobia (cioè sensibilità alla luce).

Il dolore alla testa nei casi di cefalea a grappolo, invece, si concentra su un solo lato della testa ma è molto intenso e pulsante.

I sintomi della cefalea oftalmica sono principalmente legati alla vista:

  • Fotofobia
  • Aumentodella lacrimazione
  • Visione di macchie
  • Perdita parziale e temporanea della vista

Tutti questi sintomi sono comunque reversibili e si manifestano per pochi minuti (in genere non più di mezz’ora).

Le cause

Le cause del mal di testa dipendono dalla sua forma.

La cefalea tensiva può essere collegata a stress, ansia e depressione, oltre che ad una postura scorretta.

Le cause dell’emicrania, invece, sono ancora sconosciute, ma il disturbo ha origini neurovascolari.

Tra i fattori di rischio certi vi sono gli squilibri ormonali, alcuni alimenti come i formaggi e il cioccolato, ma anche il fumo, lassunzione di alcolici e la mancanza di sonno.

Anche le cause della cefalea a grappolo non sono ben chiare.

Alcuni fattori di rischio sono il jet lag, lo stress, le alterazioni dei ritmi del sonno, il fumo e labuso di bevande alcoliche.

Per quanto riguarda, invece, la cefalea oftalmica, le cause possono essere genetiche, vascolari o legate a patologie della vista già presenti nell’individuo.

La diagnosi

Sia nel caso di emicrania, sia in quello di cefalea tensiva e a grappolo, la diagnosi comincia con la descrizione dei sintomi da parte del paziente.

In particolare, l’anamnesi raccoglie informazioni sulla sede, intensità, frequenza e durata del dolore, sulle modalità di comparsa e sulla concomitanza con episodi di nausea, vomito, fotofobia e fonofobia.

Nei casi di emicrania, il medico indaga sulle cause anche attraverso l’esame obiettivo. Questo prevede la misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, l’esame dei muscoli cervicali e dell’articolazione temporo-mandibolare e anche la verifica della presenza di anomalie respiratorie, febbre, nausea e vomito.

In tutti i casi, è utile che il paziente venga sottoposto ad alcuni esami diagnostici al fine di escludere altre cause di mal di testa e la presenza di patologie più gravi.

Tra queste:

  • La tomografia computerizzata (TAC), un esame radiologico che grazie ad una tecnica computerizzata riesce a ricostruire il contenuto della testa
  • La risonanza magnetica, un esame ancora più preciso della TAC ma basato sui campi magnetici
  • L’angio-TC e l’angio-RM, che, seppur simili alla TAC e alla risonanza magnetica, evidenziano arterie e vene del cervello in modo selettivo
  • La puntura lombare (anche chiamata rachicentesi), un esame invasivo che permette di ottenere una piccolissima quantità di liquido cefalo-rachidiano
  • L’elettroencefalogramma (in particolare in età pediatrica), che rileva la normale attività elettrica del cervello
  • Gli esami del sangue
  • La radiografia della colonna vertebrale

Le terapie

Per ogni tipologia di mal di testa è possibile distinguere tra terapia preventiva e terapia sintomatica.

La terapia preventiva

Nei casi di cefalea tensiva, la terapia preventiva prevede principalmente che vengano rispettati i ritmi di sonno e veglia, che vengano evitate tutte le situazioni che possono creare ansia o stress e che sia praticata una regolare attività fisica, evitando eccessivi sforzi.

Per la prevenzione dell’emicrania è possibile assumere farmaci, anche su base giornaliera, come gli antidepressivi, gli antiepilettici e quelli usati tradizionalmente per trattare l’ipertensione.

Alcuni studi sostengono che anche la vitamina B12 e il magnesio possano aiutare a prevenire l’emicrania, ma le evidenze scientifiche sono ancora limitate.

Anche nel caso di cefalea a grappolo è possibile assumere dei farmaci per la prevenzione, ma è sempre necessario affidarsi al proprio medico per la prescrizione, dal momento che possono provocare degli effetti collaterali.

La terapia sintomatica

Per combattere gli episodi di cefalea tensiva ed emicrania vengono solitamente somministrati farmaci analgesici, come il paracetamolo, e antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene. Al contrario, vengono sconsigliati gli oppioidi e i barbiturici per i loro possibili effetti collaterali.

È importante ridurre il trattamento farmacologico durante il periodo della gravidanza e dell’allattamento.

Nel caso di soggetti che soffrono di cefalea a grappolo, gli antidolorifici non sono efficaci perché gli attacchi possono terminare prima che il farmaco faccia effetto.

Per questo vengono solitamente somministrati farmaci che riescono ad agire nei primi 10 minuti, oppure i soggetti possono indossare una maschera per l’inalazione di ossigeno puro per circa 15 minuti.

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