Formazione

Laserterapia – Introduzione

Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2018

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La laserterapia utilizza gli effetti dell’energia generata da sorgenti di luce laser (acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) che, penetrando nei tessuti, inducono delle reazioni biochimiche a livello della membrana cellulare.

In particolare è stato osservato che se la luce laser è somministrata in giuste dosi si ottiene una stimolazione delle funzioni cellulari, soprattutto nelle cellule che presentano deficit funzionali.

Tra i principali effetti della laserterapia si possono citare:

  • l’aumento del flusso ematico, cioè la vasodilatazione di capillari ed arterie con conseguente aumento del calore locale
  • la biostimolazione, che riguarda la rigenerazione dei tessuti, la stimolazione della sintesi proteica, la stimolazione della produzione dell’ATP e del ricambio elettrolitico negli ambienti intra ed extra cellulari, la stimolazione dei fibroblasti a fare la mitosi e l’aumento della produzione di collagene ed elastina
  • l’effetto antinfiammatorio
  • l’effetto antiedematoso, ovvero l’aumento del drenaggio linfatico
  • l’effetto analgesico

Si possono classificare diversi tipi di interazioni tra laser e tessuti:

  • Interazioni fotofisiche: viene sfruttata la monocromaticità del laser per eccitare il cromoforo bersaglio (emoglobina, mioglobina, acqua, ecc.)
  • Interazioni fotochimiche: il processo di assorbimento è seguito da una serie di reazioni chimiche che modificano il substrato biologico
  • Interazioni fototermiche: dovute alla conversione dell’energia utilizzata in calore
  • Interazioni fotomeccaniche: focalizzando impulsi ultracorti, con elevata potenza di picco, su volumi molto piccoli, si ottengono vere e proprie vibrazioni meccaniche

Modalità operativa e potenza

Il fascio laser può essere emesso in modalità continua o pulsata. In entrambe le modalità vengono innescati i processi di biostimolazione cellulare con relativo aumento della produzione di ATP.

Modalità continua

Nell’emissione in modalità continua, si innescano i processi di rigenerazione tessutale accelerando i tempi di recupero del movimento.

È particolarmente indicata nelle patologie dove la lesione è profonda.

Principali applicazioni: patologie degenerative (artrosi), patologie osteoarticolari, lesioni muscolo-legamentose profonde.

Modalità pulsata

La modalità pulsata innesca la biostimolazione con un minor impatto termico rispetto alla modalità continua.

Risulta, quindi, particolarmente indicata per patologie infiammatorie.

Principali applicazioni: lombalgia, sciatalgie, gonalgie, edemi, versamenti, patologie in fase acuta.

Regolazione della potenza

La potenza (misurata in Watt) rappresenta la quantità di energia che è possibile trasferire in una frazione di tempo.

La regolazione della potenza dipende innanzitutto dal tipo di pelle e dalla dimensione dell’area che si deve trattare.

In caso di patologie croniche si utilizzeranno potenze medio-alte (in funzione del dispositivo utilizzato, da 4-5 Watt e oltre).

La modalità pulsata è preferibile per evitare surriscaldamenti della cute.

La scelta del “duty cycle” (cioè il rapporto tra la fase attiva e quella passiva dell’impulso) può propendere a favore della fase attiva.

In caso di patologie acute sarà necessario intervenire rapidamente e perciò con potenze anche alte (nell’ordine di 2-3 W e oltre).

In una patologia acuta, se è presente un’infiammazione, è opportuno lavorare in modalità pulsata, in modo da ridurre la potenza media erogata e non peggiorare lo stato infiammatorio.

La scelta del duty cycle in questo caso può propendere a favore della fase passiva.

Potenze basse devono essere utilizzate su persone molto sensibili e su persone con un colore di pelle molto scuro, selezionando un duty cycle con fase attiva ridotta (intorno al 20-30%).

Alcune considerazioni sulla laserterapia

È sicuramente difficile impostare i programmi di lavoro di un laser? Fortunatamente i dispositivi professionali dispongono di un elenco di programmi e patologie preimpostati che consentono all’operatore di agire in sicurezza e senza troppe preoccupazioni.

Durante il trattamento devono SEMPRE essere indossati gli occhiali protettivi sia dall’operatore che dal paziente. Inoltre il terapista deve interagire con il paziente ed assicurarsi che quest’ultimo non provi, durante la terapia, dolore dovuto all’eccessivo riscaldamento.

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