Formazione

Diatermia – Effetti fisiologici della corrente a media frequenza

Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2018

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Effetto termico

L’effetto più evidente della tecarterapia o diatermia (che considereremo sinonimi) è l’aumento della temperatura nei tessuti attraversati dalla corrente elettrica. Tale aumento dipende dall’intensità della corrente e dalla resistenza elettrica specifica di ogni tessuto.

Quando si utilizzano correnti diatermiche a media frequenza (tra 300 KHz e 800 KHz), bisogna sempre tener presente che ogni tessuto del corpo possiede una resistenza elettrica specifica.

Applicando la piastra passiva a contatto con la pelle e l’elettrodo attivo isolato (di solito ricoperto di una vernice nera), si ottiene un effetto di riscaldamento capacitivo, dovuto all’azione di condensazione elettrica. Il risultato finale è la generazione di una forza elettromotrice che agisce a livello cellulare producendo vari effetti, tra cui il suddetto aumento di temperatura.

Nel momento in cui una zona del corpo aumenta di temperatura, il sistema neurovegetativo lo rileva e mette in moto un aumento della circolazione sanguigna, proprio in quella zona, allo scopo di ristabilire l’equilibrio termico.

L’aumento della circolazione provoca a sua volta una serie di effetti positivi sul tessuto che si sta trattando, tra cui:

  • l’aumento dell’ossigenazione
  • la diminuzione della quantità di anidride carbonica
  • l’eliminazione delle tossine
  • un maggior apporto di nutrienti

Infine, l’organismo metterà in moto un processo di dispersione del calore nei tessuti circostanti.

In generale si osserva una sensazione termica più elevata nelle zone del corpo con un maggior contenuto di acqua. Pertanto, nelle zone maggiormente irrorate dalla circolazione sanguigna e con maggior idratazione l’aumento della temperatura è maggiore che nelle zone con minore circolazione sanguigna e minor contenuto idrico.

Nelle zone in cui il tessuto osseo è molto superficiale, la sensazione termica potrebbe essere percepita come più elevata poiché, trattandosi di un tessuto meno irrorato di sangue, il processo di raffreddamento diventa più difficile.

Questo tipo di applicazione di termoterapia profonda ricorda il meccanismo naturale della febbre, perciò con la tecarterapia si possono ottenere tutti i benefici terapeutici localizzati di uno stato febbrile, senza subirne gli effetti negativi.

Nel tentativo di provocare questa specie di “stato febbrile locale”, bisogna sempre evitare che si produca sudorazione in corrispondenza della piastra passiva o sotto all’elettrodo attivo, chiedendo inoltre al paziente di avvisare se la temperatura dovesse diventare fastidiosa. Un calore eccessivo comporta il rischio di produrre una vasocostrizione paradossa, con risultati differenti da quelli sperati.

È sempre necessario regolare la durata del trattamento in base all’obiettivo terapeutico da raggiungere, alle percezioni del paziente e alle risposte osservabili nei tessuti trattati.

In caso di patologie acute, la durata delle sessioni sarà lunga e si useranno intensità basse, in modo che il paziente avverta un aumento di temperatura appena sopra la soglia di percezione. Di conseguenza, il trattamento non va eseguito nel caso di pazienti iposensibili (bassa sensibilità).

L’intensità descritta nel precedente paragrafo fa riferimento al livello I di percezione del calore, a cui sono associati tempi di applicazione compresi tra 40 e 50 minuti.

Il livello II presuppone invece una sensazione termica leggera, con tempi di applicazione compresi tra 25 e 35 minuti.

Il livello III comporta un riscaldamento più elevato, ma comunque sopportabile, con un tempo di applicazione di 15-20 minuti.

Il livello IV, infine, descrive una sensazione termica molto elevata che in pochi minuti genererà vasocostrizione paradossa e sudorazione. In questo caso non bisogna superare i 10 minuti di applicazione ed è obbligatorio interrompere il trattamento se il paziente inizia a percepire il calore come fastidioso.

Azione sul sistema circolatorio

Il calore generato dalla diatermia diminuisce il tono dei vasi sanguigni, dilatandoli e aumentando il flusso sanguigno nei tessuti trattati (iperemia). Contemporaneamente aumenta anche la circolazione linfatica locale.

Considerando l’azione di aumento di temperatura sulla superficie dei vasi sanguigni e conseguente loro dilatazione, la diatermia dovrebbe produrre ipotensione. Nonostante ciò, sembra che la diatermia produca un effetto di normalizzazione della pressione sanguigna, elevandola leggermente in persone ipotese e abbassandola leggermente nei soggetti ipertesi.

Bisogna prestare particolare attenzione ai possibili effetti dell’ipertermia su pazienti che presentano patologie del sistema circolatorio, monitorando la pressione prima e dopo il trattamento e, se fosse necessario, anche durante l’applicazione.

Durante il trattamento è possibile osservare un aumento del ritmo respiratorio e della frequenza cardiaca, soprattutto in caso di trattamenti con alta intensità e lunghi tempi di applicazione.

Effetto analgesico

L’alta frequenza capacitiva produce una potente azione analgesica che spesso si manifesta immediatamente durante il trattamento o pochi minuti dopo.

Il calore generato ha sempre un effetto calmante, ammesso che il trattamento non sia troppo breve o di scarsa intensità. Aumentando la temperatura dei nervi, il calore inibisce in parte le fibre nervose che conducono lo stimolo del dolore. Ostacolando la trasmissione del segnale nervoso, si ottiene una riduzione della percezione del dolore.

Il calore non è tuttavia l’unico responsabile dell’effetto analgesico e lo dimostra il fatto che spesso il paziente comunica una diminuzione del dolore molto significativa, nonostante si lavori con intensità basse mantenute nel tempo.

La seconda causa dell’azione analgesica della diatermia è l’effetto elettromagnetico.

Il calore, il campo elettromagnetico e il passaggio delle cariche elettriche formano l’insieme di elementi che causano l’effetto analgesico della diatermia e permettono di trattare il dolore del paziente, arrivando, in alcuni casi, a rilassare anche la muscolatura profonda alla quale normalmente non è possibile accedere.

Effetto “sportivo”

Questo complesso insieme di effetti della diatermia (o tecarterapia) offre una serie di applicazioni molto efficaci nell’ambito della medicina sportiva favorendo un recupero molto più veloce dopo l’allenamento, riducendo i livelli di acido lattico accumulato dai muscoli e permettendo all’atleta di sopportare livelli di allenamento e competizione sopra la media.

La tecarterapia è quindi uno strumento molto importante per il recupero e dovrebbe sempre far parte delle tecnologie usate dagli atleti di alto livello.

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