Formazione

Magnetoterapia nel trattamento dell’epicondilite

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2019

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La magnetoterapia può essere di grande aiuto nella strategia terapeutica globale dell’epicondilite e per questo viene spesso raccomandata.

L’epicondilite è un processo infiammatorio del tendine d’origine dei muscoli estensori della mano. È conosciuta anche come “gomito del tennista”, dal momento che quasi il 50% dei tennisti finiscono per patire questa lesione durante la loro carriera sportiva. Inoltre è una patologia piuttosto comune ad altre professioni che richiedono intensi sforzi compiuti con le estremità superiori. Molti lavoratori ne soffrono!

L’epicondilite si manifesta con dolore, presente anche in condizione di riposo. Nel realizzare l’estensione dorsale, il dolore aumenta, in particolare quando si ostacola il movimento. Il dolore è presente anche alla palpazione dell’epicondilo sul tendine infiammato.

Il trattamento fisioterapico richiede in primo luogo riposo. La riabilitazione è impossibile se si mantiene il livello di sforzo che ha originato la lesione. Molto probabilmente il medico prescriverà calmanti e antiinfiammatori.

È possibile limitare la mobilità con un bendaggio che limiti la prono-supinazione dell’avambraccio e la flesso-estensione della mano. Si possono utilizzare specifici tutori ortopedici come quello nella foto:

La magnetoterapia è in grado di rilassare il muscolo, migliorando la microcircolazione, accelerando il trofismo e alleviando il dolore.

La magnetoterapia produce dunque un complesso di effetti che, congiuntamente agli altri rimedi, accelerano il processo di riabilitazione.

Il trattamento di magnetoterapia richiede 45-60 giorni e applicazioni di almeno 2 ore al giorno, o ancora meglio 4 ore, anche suddivise su più applicazioni (ad esempio 2 ore al mattino e 2 ore alla sera). L’intensità può essere regolata in un intervallo tra 30 e 50 Gauss.

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