Salute

Dr. Google – amico o nemico della tua salute?

Pubblicato il: 23 Luglio 2019 | Scritto da: Antonio Dalla Libera

  • Condividi sui social

Le informazioni mediche su internet sono amiche o nemiche della salute?

Google è ormai una parte fondamentale della nostra vita. Chi più chi meno siamo talmente abituati a cercare qualsiasi informazione su internet che da diversi anni il termine “googlare” è diventato di uso comune.

L’indirizzo di un negozio, la recensione di un ristorante o la ricerca di informazioni per capire come pulire il divano dalla macchia di vino. L’elenco è infinito.

Ma per quanto riguarda la tua salute? Sono sicuro che almeno una volta hai cercato anche tu la spiegazione a quel sintomo strano che ti ha spaventato. Tremore dell’occhio, palpitazioni strane, dolore allo stomaco o alla schiena… anche in questo caso l’elenco delle cose che cerchiamo sulla nostra salute è interminabile.

Ma sei sicuro che affidarti a internet sia la cosa giusta? Ti fidi di Google al punto da considerare attendibili per la tua salute le informazioni che trovi?

Il rischio di trovare indicazioni errate e dannose per la tua salute è reale. Ma non ci pensiamo.

Ecco qualche numero che fa riflettere.

Da una recente ricerca di Medical Director, leader in Australia per il software, consulenza e statistiche in ambito medico:

Il 38% degli australiani dopo aver cercato su Google una risposta ai loro sintomi si è convinta di avere una patologia che mette in pericolo la loro vita.

La ricerca ha anche scoperto che più della metà di loro utilizza Google almeno una volta alla settimana per cercare risposte a sintomi di potenziali malattie.

Quasi 3 su 4 (72%) dicono di aver usato almeno una volta il motore di ricerca per rispondere alle loro esigenze di salute invece di visitare un medico.

Oltre il 40% degli intervistati utilizza Google come unica fonte almeno per metà del tempo, quando cerca informazioni legate alla salute.

Un altro sondaggio pubblicato nel novembre del 2018 da Merck Manuals, il manuale medico più famoso e conosciuto al mondo, ha rilevato che:

Su 240 medici intervistati, il 97% ha riferito che moltissimi dei loro pazienti che arrivano alla visita con informazioni errate sulla loro salute, le ha reperite online.

L’80% di questi medici sostiene che i loro pazienti sono più propensi a mettere in discussione le loro raccomandazioni o diagnosi proprio a causa della disponibilità di informazioni mediche online.

Riflettici, affidarsi al Dr. Google potrebbe farti sentire peggio. Non solo potrebbe lasciarti senza risposte ma potrebbe addirittura dartene di errate, peggiorando la situazione.

cybercondria Se credi che stia esagerando sappi che il fenomeno della ricerca compulsiva online sulla propria salute ha preso una dimensione talmente grande che da diversi anni è nata la parola cybercondria.

Dall’unione delle parole cyber ed ipocondria, consiste in una forma di ansia eccessiva e spesso infondata per la propria salute, accompagnata da continue ricerche online.

Una ricerca di Microsoft ha dimostrato che un utente dopo aver inserito su Google i suoi sintomi sia portato a leggere i risultati che indicano patologie gravi. Ignorando invece quelli che parlano di malattie più lievi (e più probabili) per la sua condizione.

Questo porta a una ricerca sempre più ossessiva di risultati simili che non fa altro che aumentare ansia e preoccupazione.

Per farti capire che anche tu potresti essere vittima di questo meccanismo ti racconto di un esperimento condotto da Amira Ghenai, ricercatrice dell’università di Waterloo, Canada.

Per determinare come le persone sono influenzate dalle ricerche mediche online, il test presentava risultati di ricerca falsati per una serie di domande sulla salute.

Una di queste ad esempio era se la cannella può curare il diabete (ovviamente non è così).

Lo studio ha provato che chi aveva fatto ricerche online era molto di più influenzato da convinzioni errate sulla propria salute rispetto agli altri soggetti. In confronto cioè con chi aveva ipotizzato una diagnosi in base alle proprie conoscenze senza poter cercare online.

Ora ti spiego perché questo succede.

Parte del problema è che le risposte di Google si basano sulle parole che scrivi per cercare sul motore di ricerca.

Ti faccio con un esempio:

Se provi a cercare “la cannella aiuta il diabete”, ti compariranno risultati in cui le informazioni contengono le parole ”cannella”, “aiuto” e “diabete”.

Di solito siamo tutti molto più propensi a cliccare i primi risultati, cioè quelli che compaiono più in alto sullo schermo.

Il problema è che alcuni di questi risultati posizionati in alto provengono da fonti attendibili ma altri assolutamente no.

E indovina quali siamo influenzati a cliccare per poi andare a leggere le informazioni che contengono?

Preferiamo quelli che confermano la nostra ipotesi.

Proprio così. Quindi se stai cercando di capire se la cannella aiuta per il diabete, probabilmente cliccherai uno dei primi risultati che conferma proprio questa tesi. Anche se come abbiamo visto prima è totalmente infondata.

Le persone usano i motori di ricerca ma non sono consapevoli di come funzionano. E soprattutto…

Le persone cercano inconsciamente conferma di quello che già pensano di sapere.

Ecco i pazienti spesso prendono decisioni indipendentemente dalla verità.

Ma allora è tutto negativo e pericoloso? Dovremmo smettere completamente di cercare online informazioni mediche?

Ovviamente no.

È impensabile che nel 2019 qualcuno non cerchi informazioni dove può trovarne in abbondanza e in pochi secondi.

Se è preoccupato per la sua salute sta solo cercando di imparare il più possibile sul problema che si si immagina di avere perché vuole risolverlo.

Però devi sempre ricordarti che il web non è il tuo medico.

Se hai delle informazioni che secondo te possono essere utili dillo al tuo medico che le hai cercate su Google in modo da poterne discutere insieme.

Quello che cerchi online può migliorare le tue conoscenze sulla salute in generale è un buon complemento alla diagnosi e al trattamento del tuo dottore. Ma diventa un problema quando lo fai in modo esclusivo senza cercare il suo aiuto.

NON devi smettere del tutto la ricerca online ma devi imparare ad usare Google nel modo corretto e saper cercare informazioni di qualità.

Quindi un modo per aumentare le possibilità di ottenere informazioni affidabili, è quello di pensare attentamente al modo in cui formuli la domanda.

Tornando all’esempio di prima sul diabete e la cannella utilizzato nell’esperimento dell’università di Waterloo, ti basterà cercare su Google “trattamenti per il diabete”.

Se nei risultati non compare la cannella, probabilmente significa che non è utile!

Un’altra cosa fondamentale, oltre a sapere “cosa cercare” è sapere “dove cercare” le informazioni.

Ultimamente Google per fortuna ha penalizzato molti blog e portali improvvisati che parlavano di medicina e salute ma la strada è ancora lunga. La maggior parte di questi siti copia le informazioni mediche da altri simili e come nel gioco del telefono il risultato è pessimo. Articoli di scarsa qualità, con dati e indicazioni sulla salute non verificate, il più delle volte incomplete se non addirittura dannose.

Le domande giuste per cercare informazioni sulla salute online

Le tre domande fondamentali che ti devi porre per capire l’attendibilità delle informazioni che stai leggendo:

1. Da dove provengono queste informazioni?

Fai attenzione se vengono citate le fonti e soprattutto se queste ti sembrano attendibili. Ad esempio, puoi controllare facilmente se un determinato studio, università, ospedale, medico, teoria, ecc. esiste veramente. Scrivi il nome o riferimento su Google e vedrai subito se compare e come ne parlano. Una notizia di salute citata dal presunto settimanale “complotti alieni” dovrebbe farti sospettare una scarsa attendibilità, non credi? 😉

2. Qual è l’attualità di queste informazioni?

La scienza e la tecnologia anche nel campo della salute fanno ogni giorno passi da gigante. Affidarti ad una notizia di carattere medico che cita come attuali studi del 1400 magari non è la scelta migliore. Assicurati che quello che leggi sia ancora considerato attuale e riconosciuto dalla classe medica.

3. Chi è responsabile del contenuto di questo sito web?

La pagina “Chi siamo” e il buon senso ti dovrebbero far capire se chi sta dietro ai contenuti che leggi è del settore o non c’entra nulla.

Verifica se i nomi della presunta redazione indicata esistono davvero, controlla se il sito in cui ti trovi è di proprietà di qualche entità più grande e affidabile. Se si tratta di un sito corporate, come quello in cui stai leggendo questo articolo accertati della anzianità e della reputazione dell’azienda che lo ha scritto.

Ora che abbiamo visto come e dove cercare le fonti corrette, mi rivolgo per un attimo “all’altra parte della barricata”, cioè al medico o al professionista della salute.Rapporto medico paziente

Sei un medico di base, uno specialista oppure un fisioterapista o fai comunque parte del settore salute?

Non ignorare le preoccupazioni dei tuoi pazienti.

Si può essere tentati di evitare le domande di un paziente o le preoccupazioni alimentate dopo aver cercato su Google i loro sintomi. Ma non farlo. La tua reazione è importante.

È più che normale che un tuo paziente preoccupato per la sua salute cerchi informazioni online.

Sta venendo proprio da te a raccontarti i suoi timori e sarebbe quindi molto utile insegnargli come cercare online e indicargli per quanto possibile siti medici attendibili.

La parola chiave è educazione. È un processo lungo ma che ti ripagherà moltissimo. Piuttosto che consigliare ai tuoi pazienti di stare lontani dalle ricerche online, non pensi che sia molto meglio indicare loro come orientarsi nella giungla di internet?

Loro stanno solo cercando di informarsi, incoraggiali a farlo nel modo corretto. Altrimenti lo faranno lo stesso ma senza dirtelo! 😉

La tua salute è importante. Affidati al tuo medico perché è l’unico che ti conosce ed è realmente in grado di consigliarti correttamente.

Abbiamo capito che il “Dr.Google” non è realmente un medico. Tuttavia, per integrare una diagnosi o per arrivare preparati e sapere cosa chiedere (ad esempio uno screening oncologico) internet è uno strumento prezioso.

Ma solo se usato con cognizione di causa come abbiamo visto in questo lungo articolo.

Con la salute non si scherza, ma questo lo sai già.

Se hai trovato utile quello che hai letto che ne dici di condividerlo con chi potrebbe trovarlo utile?

Grazie mille. 🙂

  • Condividi sui social